Caduta dei capelli: finasteride, minoxidil e alternative
Non ogni caduta è alopecia androgenetica: come si riconosce, che cosa può dare ciascuna opzione e che cosa verificare prima di iniziare.
L'alopecia androgenetica ha una sola molecola su ricetta, la finasteride, nata per la prostata e finita per il suo meccanismo fra i trattamenti della calvizie maschile. Prima della prescrizione, però, viene una verifica che si salta quasi sempre: non tutte le cadute di capelli sono alopecia androgenetica, e quelle che non lo sono alla finasteride non rispondono. Vale la pena spendere una visita e tre esami prima di impegnarsi in una terapia che, se funziona, si prende per anni.
Le schede: una molecola su ricetta e due prodotti da banco
Che cosa può dare ciascuno, come si usa e quanto costa portarlo avanti per un anno, perché nessuno dei tre è una terapia breve.
È davvero alopecia androgenetica?
La forma androgenetica ha un disegno riconoscibile: arretramento dell'attaccatura alle tempie e diradamento del vertice, cuoio capelluto di aspetto normale, nessun prurito, familiarità frequente, progressione lenta su anni. Quando il quadro è diverso, la diagnosi cambia e con essa la terapia.
- Caduta diffusa iniziata di colpo — tipicamente due o tre mesi dopo una febbre alta, un intervento, una dieta drastica, un periodo di stress intenso. Si chiama defluvio telogenico, si risolve da sola e non richiede finasteride.
- Carenza di ferro o tiroide che non va — bastano ferritina, emocromo e TSH per vederlo. Correggere la causa restituisce i capelli; aggiungere un antiandrogeno non serve a nulla.
- Chiazze rotonde a margini netti — alopecia areata, di natura autoimmune, con possibilità di ricrescita spontanea e percorso terapeutico del tutto diverso.
- Cuoio capelluto arrossato, squamoso o dolente, con follicoli che spariscono — sono le alopecie cicatriziali, lichen planopilaris in testa. Qui il tempo conta davvero: il follicolo distrutto non torna, e la valutazione dermatologica non va rinviata.
- Androgeni e anabolizzanti — chi li usa in palestra accelera la miniaturizzazione. Sospenderli viene prima di qualsiasi compressa.
In ambulatorio la distinzione si fa con l'anamnesi, il pull test e la dermatoscopia del cuoio capelluto; i tre esami del sangue si aggiungono quando la caduta è diffusa e non segue il disegno maschile classico.
Le opzioni, e cosa ciascuna può dare
- Minoxidil topico. Agisce sul microcircolo e sulla durata della fase di crescita, non sugli ormoni. È la scelta di chi non vuole una terapia ormonale e si somma alla finasteride quando si vuole il massimo risultato. Va applicato due volte al giorno: interrompendolo si perde il guadagno, e il primo giudizio si dà a quattro mesi.
- Finasteride orale. È la sola di queste opzioni che agisce sulla causa ormonale della miniaturizzazione. Dosaggi, risultati attesi ed effetti indesiderati sono nella scheda del farmaco.
- Shampoo al ketoconazolo. Non è un trattamento dell'alopecia androgenetica e non va presentato come tale: agisce sulla dermatite seborroica e sulla desquamazione che accompagnano la caduta e che rendono intollerabile l'applicazione delle lozioni. In un cuoio capelluto infiammato è il passaggio che permette di iniziare la terapia vera.
- Dutasteride. Inibisce entrambe le isoforme dell'enzima e in Italia è autorizzata per l'ipertrofia prostatica, non per la calvizie: nell'alopecia resta un uso fuori indicazione, da discutere caso per caso e non da richiedere online.
- Trapianto. Ridistribuisce i capelli che restano, non ne crea di nuovi e non ferma il diradamento intorno all'area trapiantata: senza una terapia medica che tenga, a qualche anno di distanza il risultato si scompagina.
Fuori dall'elenco c'è tutto il resto: shampoo anticaduta, fiale senza principio attivo, integratori prescritti senza una carenza documentata, caschi laser domestici. Non fanno danno, tolgono solo tempo e denaro a chi avrebbe ancora follicoli da salvare.
Due dosaggi, due percorsi
La stessa molecola esiste da 1 mg per i capelli e da 5 mg per l'ipertrofia prostatica, e le due cose non si sommano: chi assume già il dosaggio urologico non deve aggiungere quello tricologico. Vale anche il contrario — un uomo giovane in terapia per i capelli non è coperto per la prostata, e nel momento in cui farà un PSA dovrà dire che la sta prendendo, perché il valore va letto diversamente. Il motivo è spiegato nella scheda del farmaco; il quadro urinario che porta ai 5 mg sta nella pagina sull'ipertrofia prostatica benigna.
Decidere con una data di verifica
È una terapia senza scadenza: sospendendola, il diradamento riprende il suo corso nell'arco di alcuni mesi e il terreno guadagnato si perde. Per questo conviene impostarla come una decisione a termine rivedibile — si comincia, si fissa un controllo a un anno e si stabilisce in anticipo che cosa farebbe interrompere: un effetto indesiderato che non passa, un risultato che a dodici mesi non c'è, un cambio di programma familiare. Un paziente che sa cosa segnalare resta in terapia; un paziente che non lo sa smette e non lo dice.
Quando serve la visita
Un diradamento lento, con il disegno classico e in buona salute generale, non è un'urgenza: si può prendere appuntamento con calma. Conviene non aspettare quando la caduta è iniziata all'improvviso, quando il cuoio capelluto brucia o si squama, quando compaiono chiazze nette, quando ci sono anche disturbi urinari o un calo del desiderio che precede la terapia. Se il motivo principale della visita è invece la componente erettile, il percorso parte dalla disfunzione erettile. Le visite urologiche e andrologiche si prenotano negli studi di Chieti e Rieti.
Fonti
- Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto della finasteride 1 mg e 5 mg e della dutasteride — banca dati AIFA Medicinali.
- European Association of Urology, Guidelines on Non-neurogenic Male LUTS — impiego degli inibitori della 5-alfa-reduttasi.

