Herpes genitale: sintomi, terapia e rischio di contagio
Dal primo episodio alle recidive: quando serve l'aciclovir per bocca, quando basta la crema e perché la finestra utile dura poche ore.
L'herpes genitale è un'infezione da virus herpes simplex che, superato il primo episodio, resta nei gangli nervosi e si riaccende a distanza: vescicole raggruppate, bruciore, a volte dolore nell'urinare. Non si elimina, si gestisce, e le molecole con cui si gestisce sono due: l'aciclovir e il valaciclovir, che è il suo profarmaco e permette due somministrazioni al giorno invece di cinque. Le compresse richiedono la ricetta e sono la scelta obbligata nelle forme genitali, nelle recidive frequenti e in chi ha difese immunitarie ridotte; la crema di aciclovir al 5% si acquista senza prescrizione e serve sulle lesioni labiali prese in tempo.
Le schede: due molecole, tre formulazioni
Stessa azione sul virus, tre modi di assumerla: le compresse di aciclovir, il valaciclovir con due dosi al giorno e la crema per la cute del labbro. Dosaggi, aggiustamenti sulla funzione renale e riferimenti di spesa nelle singole schede.
La finestra che decide l'esito
L'aciclovir agisce soltanto dove il virus si sta moltiplicando, e la moltiplicazione precede di poche ore la comparsa delle vescicole. Da qui l'unica regola che cambia davvero il decorso: si parte ai primi segni prodromici — formicolio, prurito, tensione della pelle — e non quando la lesione è visibile. A crosta formata non c'è più niente su cui intervenire e l'episodio dura quello che deve durare.
Chi convive con le recidive riconosce quella sensazione con precisione, e questo cambia l'organizzazione della terapia: la confezione va tenuta in casa prima che serva, perché andare a cercarla nel momento in cui serve vuol dire quasi sempre arrivare tardi.
Herpes genitale: cosa cambia
Nel primo episodio genitale la terapia orale si prolunga per sette-dieci giorni e riduce durata delle lesioni, dolore ed eliminazione virale. Nelle recidive il ciclo è più breve e va avviato subito. Quando gli episodi superano i cinque o sei all'anno, oppure quando il partner è sieronegativo, entra in gioco la terapia soppressiva: una somministrazione quotidiana continuativa che riduce drasticamente le recidive e abbassa il rischio di trasmissione. È una decisione che si prende insieme, perché implica mesi di assunzione.
Sul contagio le domande in ambulatorio sono sempre le stesse, e la risposta è scomoda: le due precauzioni su cui la gente conta di più non bastano né l'una né l'altra. Il profilattico abbassa il rischio senza annullarlo, e pelle sana all'apparenza non significa pelle non contagiosa. Ne deriva che l'unica strategia che regge è parlarne: una diagnosi taciuta al partner non mette al sicuro nessuno dei due.
Sicurezza e precauzioni
L'aciclovir orale ha un profilo di tollerabilità buono: i disturbi più comuni sono nausea, cefalea e malessere generale, di solito lievi. Il punto critico è il rene, perché l'eliminazione passa da lì. Chi ha una funzione renale ridotta, chi è in età avanzata o chi assume già farmaci che affaticano il rene non va avviato alla terapia senza conoscere la creatinina: dose e intervallo fra le somministrazioni si decidono su quel valore, e la scheda delle compresse riporta gli aggiustamenti. La stessa precauzione vale per il valaciclovir, insieme all'invito a bere con regolarità durante il ciclo di terapia.
La crema al 5% agisce localmente e non comporta queste precauzioni, ma non va applicata sulle mucose genitali né sugli occhi, e non sostituisce la terapia orale nell'herpes genitale: è un trattamento per la cute del labbro e del contorno. Confondere le due indicazioni è l'errore più comune fra chi si autogestisce.
Quando l'herpes richiede una visita
- Primo episodio genitale, per impostare dosaggio e durata corretti ed escludere altre infezioni a trasmissione sessuale.
- Lesioni che non guariscono entro due settimane o che si estendono progressivamente.
- Recidive molto frequenti, che giustificano la valutazione di una terapia soppressiva.
- Febbre alta, dolore intenso, difficoltà a urinare per il dolore: nella forma genitale la ritenzione urinaria è una complicanza possibile.
- Immunodepressione nota, terapia cortisonica cronica, gravidanza in corso o programmata.
Un'ulcera genitale non è automaticamente herpes. Dietro lo stesso aspetto possono esserci una sifilide o un'altra infezione a trasmissione sessuale, e a distinguerle sono i test, non l'occhio. Se il sospetto riguarda un'infezione batterica, il riferimento è il quadro delle infezioni delle vie urinarie; se il bruciore si accompagna a secrezione e arrossamento del glande, la causa è spesso micotica e il quadro è quello della candidosi genitale. Per una diagnosi, le visite si prenotano negli studi di Chieti e Rieti.
Fonti
- Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto di aciclovir compresse e crema — banca dati AIFA Medicinali.
- European Association of Urology, Guidelines on Urological Infections — ulcere genitali e diagnosi differenziale.


