Nicturia: perché ti alzi di notte e come si inquadra
Risvegli notturni, orario del diuretico, nitrati e antipertensivi: dove la terapia del cuore e della pressione incontra l'urologia.
Alzarsi di notte per urinare una o più volte si chiama nicturia, ed è il sintomo che più spesso viene addebitato alla prostata senza che la causa sia stata verificata. Le piste sono quattro e l'ostruzione prostatica è soltanto una: due passano dalla terapia del cuore e della pressione, perché un diuretico preso alle cinque del pomeriggio spiega notti che vengono invece attribuite alla ghiandola. Da lì nascono gli altri incroci che questa pagina mette in fila: chi assume nitrati non può prendere un inibitore della PDE5, e fra gli antipertensivi alcune classi peggiorano l'erezione mentre altre no. Ogni strada ha la sua scheda: il diuretico, l'ormone antidiuretico e il farmaco per la vescica iperattiva.
Perché ti alzi di notte: quattro piste diverse
Le quattro piste, e l'indizio che le distingue:
| Pista | Indizio | Dove si lavora |
|---|---|---|
| Ostruzione prostatica | Getto debole, esitazione, sensazione di non svuotare | Terapia urologica |
| Liquidi che si riassorbono di notte | Caviglie gonfie la sera, scompenso cardiaco noto | Cardiologia, calze elastiche, gambe alzate nel pomeriggio |
| Orario del diuretico | Risvegli concentrati nelle prime ore di sonno | Spostamento dell'assunzione al mattino |
| Apnee notturne | Russamento, pause respiratorie, sonnolenza di giorno | Studio del sonno |
Il modo per capire quale pista seguire non costa nulla: tre giorni di annotazioni con orario e quantità di ogni minzione. Quando la parte notturna supera un terzo del totale giornaliero il problema non è di svuotamento ma di produzione, e nessun farmaco per la prostata lo risolve: in quel quadro, e solo in quello, si valuta la desmopressina, che però non si inizia dopo i sessantacinque anni e richiede il controllo del sodio. Se invece urgenza e frequenza compaiono anche di giorno, il bersaglio è la vescica e si ragiona sulla solifenacina.
Le schede dei farmaci che entrano nella nicturia
Tre meccanismi diversi per lo stesso sintomo: ridurre la produzione notturna di urina, calmare una vescica che si contrae in anticipo, spostare l'orario di un diuretico. Dosaggi, controlli necessari e riferimenti di spesa nelle singole schede.
Nitrati e PDE5: l'unica associazione davvero vietata
Nitroglicerina sublinguale, isosorbide mononitrato o dinitrato, nitrati per via transdermica: insieme a sildenafil, tadalafil, vardenafil o avanafil provocano una caduta pressoria che può non essere recuperabile. Non esiste una dose prudente e non esiste un intervallo di sicurezza da rispettare «di solito». Le due regole da conoscere a memoria sono queste: chi ha assunto sildenafil, vardenafil o avanafil deve lasciare passare almeno ventiquattro ore prima che gli venga somministrato un nitrato; con il tadalafil l'intervallo sale a quarantotto ore, perché la molecola dura più a lungo.
Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima: chi porta in tasca la nitroglicerina per l'angina non è un candidato a questi farmaci, e il discorso si sposta su altre strade — riabilitazione cardiologica, terapie locali, dispositivi. La seconda: se dopo l'assunzione compare un dolore toracico, al medico del pronto soccorso va detto che cosa si è preso e a che ora, perché quell'informazione cambia il trattamento dell'infarto. Lo stesso vale per i nitriti inalati a uso ricreativo, che sono nitrati a tutti gli effetti.
Gli antipertensivi che pesano sull'erezione, e quelli che non lo fanno
Il problema è reale e spesso mal gestito: il paziente collega il calo delle prestazioni alla pillola per la pressione, sospende per conto proprio e si ritrova con valori fuori controllo. La strada corretta è un'altra — si cambia molecola, non si interrompe la terapia.
- Tiazidici e beta-bloccanti di vecchia generazione sono le classi più spesso associate a un peggioramento dell'erezione.
- ACE-inibitori, sartani e calcio-antagonisti hanno un profilo neutro: a parità di pressione raggiunta, non aggiungono il problema.
- Fra i beta-bloccanti, quelli con attività vasodilatante sono tollerati meglio quando il beta-blocco è indispensabile per il cuore.
La richiesta da portare al cardiologo è quindi precisa: non «posso smettere», ma «si può ottenere lo stesso controllo con una classe diversa». Nella maggior parte dei casi la risposta è sì.
L'alfa-litico che serve a due cose
Doxazosina e terazosina abbassano la pressione e rilassano il collo vescicale: in un uomo iperteso con getto debole possono coprire entrambi i fronti, mentre tamsulosina e silodosina agiscono quasi soltanto sulla prostata. Il punto delicato è l'ipotensione da cambio di posizione, che si somma a quella del diuretico e a quella degli inibitori della PDE5. Si gestisce partendo dal dosaggio più basso, assumendo la compressa poco prima di coricarsi e rialzandosi con calma nei primi giorni; chi ha in programma un intervento di cataratta deve dirlo all'oculista, perché questa classe modifica il comportamento dell'iride.
Attività sessuale e cuore: chi deve chiedere prima
Per la maggior parte degli uomini il carico cardiaco di un rapporto è paragonabile a quello di una camminata svelta o di due rampe di scale, e la domanda non si pone. Si pone in tre casi: angina che compare per sforzi modesti, infarto o procedura coronarica recenti, scompenso con affanno già a riposo. In queste situazioni la valutazione cardiologica viene prima della prescrizione, e spesso si conclude con un via libera dopo che la condizione è stata stabilizzata. Rinviare il discorso non lo rende più sicuro: un uomo che non ne parla prova comunque, e lo fa senza rete.
Prima di una biopsia o di un intervento: anticoagulanti e antiaggreganti
Chi assume warfarin, un anticoagulante orale diretto, aspirina o clopidogrel non deve sospenderli per iniziativa propria prima di una biopsia prostatica o di un intervento endoscopico. La decisione è condivisa fra chi opera e chi ha prescritto la terapia, perché va pesato il rischio emorragico contro quello trombotico, e in alcuni casi la terapia non si interrompe affatto. Serve però che il farmaco venga dichiarato in fase di programmazione e non il giorno stesso: è la ragione più frequente di rinvio dell'intervento.
Quando serve la visita
Vale la pena una valutazione urologica quando i risvegli notturni non si spiegano con l'orario delle compresse, quando al getto debole si aggiungono gonfiore e affanno, quando un farmaco nuovo per la pressione ha coinciso con un cambiamento della funzione sessuale. Se il quadro è soprattutto ostruttivo, la pagina da leggere è quella sull'ipertrofia prostatica benigna; se c'è bruciore o urgenza, quella sulle infezioni delle vie urinarie; per la parte erettile il percorso parte dalla disfunzione erettile. Impossibilità improvvisa di urinare con vescica tesa e dolore sopra il pube è invece un'urgenza che si affronta in pronto soccorso. Le visite si prenotano negli studi di Chieti e Rieti.
Fonti
- Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto della furosemide e dei medicinali citati — banca dati AIFA Medicinali.
- European Association of Urology, Guidelines on Non-neurogenic Male LUTS — nicturia e poliuria notturna.
- European Association of Urology, Guidelines on Sexual and Reproductive Health — rischio cardiovascolare e inibitori della PDE5.

